Attestato di Prestazione Energetica (APE) - Nuovo Progetto

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Attestato di Prestazione Energetica (APE)

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a ROMA E PROVINCIA
La certificazione energetica APE (attestato di prestazione energetica) di un edificio o un’abitazione in poche parole consiste in una dichiarazione, redatta e rilasciata da un tecnico abilitato e qualificato (certificatore energetico), in grado di attestare l’efficienza energetica e l’indice di prestazione energetica degli immobili esistenti, di vecchia e nuova costruzione, di qualsiasi tipo ed uso. 
L’Ape (attestazione di prestazione energetica o certificazione energetica) si può dire che contenga la "targa energetica" che raccoglie e sintetizza le caratteristiche energetiche dell’edificio. Per calcolarle, il tecnico deve analizzare le caratteristiche termiche, i consumi, la produzione di acqua calda, il raffrescamento e il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, e gli eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. Inoltre la certificazione energetica deve contenere anche i dati catastali dell’immobile. Nel caso si debba vendere la propria abitazione o stipulare un nuovo contratto di locazione per trovare un inquilino, i relativi annunci commerciali tramite tutti i mezzi di comunicazione devono riportare l’Indice di prestazione energetica (Ipe) dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispodente, contenute nell’attestato di prestazione energetica. Poi, durante le trattative di compravendita o di locazione, venditori e locatori devono rendere disponibile al potenziale acquirente o al nuovo conduttore l’attestato di prestazione energetica. In caso di vendita l’attestato dovrà essere consegnato all’acquirente, così come in caso di locazione al conduttore.

Quali documenti servono

Prima di richiedere la certificazione energetica il committente dovrebbe munirsi, su richiesta dello stesso certificatore, di alcuni documenti necessari alla compilazione dell’attestato di
prestazione energetica APE:

- Visura catastale dell’edificio o, in alternativa, tutti i dati catastali che lo caratterizzano;

- Estremi del proprietario dell’immobile, che potrebbero non coincidere con gli estremi del committente stesso;

- Planimetria, meglio se catastale, dell’edificio;

- Libretto d’impianto (riscaldamento autonomo) o di centrale (riscaldamento centralizzato), nel caso l’edificio fosse provvisto di impianto di riscaldamento con caldaia a gas.


Come avviene il calcolo per la certificazione energetica

La procedura per effettuare una certificazione energetica APE (attestato di prestazione energetica) segue alcuni passaggi obbligatori che ogni certificatore energetico dovrebbe compiere. Come esempio si descrive la procedura del metodo di calcolo da rilievo sull’edificio standard e quindi valida per edifici esistenti. Consegnati i documenti citati nel precedente paragrafo, il certificatore energetico è tenuto ad effettuare un sopralluogo da cui dovrà verificare la compatibilità dei documenti forniti, e ricavare i seguenti dati caratteristici della prestazione energetica dell’edificio:

- Stratigrafia e spessore delle pareti esterne ed interne, del solaio e della pavimentazione dell’edificio;

- Dati geometrici e caratteristiche costruttive degli infissi, distinguendo sia i dati relativi al telaio che quelli relativi alle superfici vetrate;

- Dati geometrici e termofisici caratteristici delle porte interne ed esterne;

- Dati caratterizzanti gli impianti di riscaldamento e di raffrescamento, qualora presenti, con particolare attenzione al sistema di produzione del calore o del raffrescamento, sistema di distribuzione, sistema di regolazione e sistema di emissione dell’impianto;

- Verifica dei dati geometrici riportati in planimetria o ricostruzione della planimetria, qualora quest’ultima non fosse stata resa disponibile, con particolare attenzione ai vani adiacenti alle pareti perimetrali esterne, ai vani confinanti superiormente ed inferiormente all’edificio, ad aggetti, ostacoli ombreggianti, edifici nelle adiacenze, orientamento e ponti termici rilevabili. Raccolti tutti i dati, sia forniti dal committente, sia raccolti durante il sopralluogo, il certificatore energetico, attraverso uno dei software certificati, potrà effettuare con grande attenzione i calcoli necessari per la determinazione degli indici di prestazione energetica relativi al riscaldamento, alla produzione di acqua calda sanitaria e al riscaldamento, che sommati forniscono i seguenti parametri per la certificazione energetica:
- la classe energetica

- l’indice di prestazione energetica globale

- il fabbisogno di energia primaria per il raffrescamento dell’edificio, relativa alla sola prestazione dell’involucro che determina la sua qualità da raffrescamento. In ultima battuta, ma con maggiore attenzione e scrupolosità, dovrà dedicarsi all’individuazione di quegli interventi migliorativi, individuando quantomeno un intervento sull’involucro ed uno sull’impianto, con il risultato di determinare una prestazione energetica raggiungibile. Tale studio dovrà tenere conto non solo degli indici di prestazione, ma anche del tempo di ritorno caratteristico di ogni singolo intervento e della totalità degli interventi consigliati.


Il D.M. 63/2013
la certificazione energetica per locazioni nasce dalle prescrizioni della Direttiva Europea 2002/91/CE, per garantire un futuro più sostenibile attraverso l’uso di energia solare o eolica e attraverso consumi ridotti di energia, che stimolano la realizzazione di un metodo trasparente per calcolare al meglio le qualità termiche dell’edificio premiando quindi gli immobili a ridotto consumo energetico e soprattutto a bassi costi di gestione, consentendo così ai proprietari di avere un immobile a risparmio energetico. Lo scopo della certificazione energetica è quello di fornire un giudizio oggettivo che consenta il confronto con i limiti di legge e con le prestazioni energetiche di altri edifici col proprio edificio e che fornisca anche tutti i miglioramenti possibili che si potrebbero fare nello stesso per migliorarne l’indice di prestazione. La certificazione energetica deve essere uno stimolo all’innovazione tecnologica da apportare nella propria casa o nel proprio immobile, stimolando il costruttore e il venditore a qualificare il proprio edificio.Il vero scopo della certificazione energetica è quindi quello di ridurre i consumi energetici dell’edificio. Inoltre Le detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica sono riconosciute nella misura del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013, con l’esclusione delle spese sostenute per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese sostenute per la sostituzione di scaldaacqua tradizionali con scaldaacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. La detrazione è prorogata fino al 30 giugno 2014 per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Sono altresì prorogate al 31 dicembre 2013 le detrazioni al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Il decreto
63/2013, poi convertito dalla legge 90/2013, ha introdotto l’Ape (attestato di prestazione energetica) al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica) e ha sanzionato di nullità, in caso di mancata allegazione dell’Ape, a far tempo dal 6 giugno 2013, tutti i contratti di compravendita immobiliare (e pure di ogni altro contratto traslativo di immobili a titolo oneroso: permuta, conferimento in società, transazione, rendita, eccetera); i contratti di donazione e ogni altro atto traslativo di immobili a titolo gratuito; i "nuovi" contratti di locazione (vale a dire non i contratti che siano una proroga di precedenti contratti). Prima che il Dl 63/2013, convertito dalla legge 90/2013, scorso introducesse per la prima volta l’attestato di prestazione energetica (Ape), esistevano gli attestati di certificazione energetica (Ace), già obbligatori nei rogiti di compravendita. L’Ape sarà un documento più complesso dell’Ace, perché dovrà tenere conto di diversi parametri energetici dell’edificio rispetto all’attestato precedente, come ad esempio la climatizzazione invernale). Le procedure e metodologie di calcolo per la redazione dell’Ape non sono, però, ancora note: sarà compito del ministero dello Sviluppo Economico, con un futuro regolamento, definirle in modo uniforme su scala nazionale. Fino all’entrata in vigore di questo regolamento, i calcoli si continuano a effettuare in base a quanto previsto dal Dpr 59/2009 e relative norme Uni e Cti (le stesse con cui vengono redatti i "vecchi" Ace nelle Regioni che non hanno approvato leggi regionali ad hoc). Nemmeno importa, inoltre, che i nuovi certificati non siano denominati Ape, perché l’utilizzo dell’espressione Ace è una mera imperfezione formale, priva di conseguenze. Tanto che, inoltre, sono ancora utilizzabili, se non ne sono venuti meno i presupposti (ad esempio per lavori effettuati nell’edificio), gli Ace prodotti anteriormente al 6 giugno 2013. In tutte le Regioni (e Province autonome) invece "legiferanti", che cioè hanno definito procedure diverse per la redazione degli attestati, gli Ape/Ace si continuano a redigere secondo la normativa locale vigente al 6 giugno 2013. E in queste Regioni la normativa statale prevale su quella locale con riferimento alla nullità dei contratti per mancata allegazione dell’Ape/Ace.


UNI/TS 11300 (2 ottobre 2014)
Sono entrate in vigore il giorno stesso della loro pubblicazione, il 2 ottobre 2014, le norme UNI/TS 11300-1 e 2 del 2014 relative al calcolo del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale e di energia primaria per la climatizzazione invernale, la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione in edifici non residenziali.

Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
Si tratta di una piccola rivoluzione nei procedimenti di calcolo delle prestazioni energetiche di edifici e impianti, che vanno immediatamente adeguati alle nuove specifiche tecniche, per il rispetto dei Dlgs 192/2005 e 311/2006 e del DPR 59/2009 e per la certificazione energetica degli edifici nelle Regioni che richiamano le norme UNI/TS 11300 per tali calcoli.

Certificazione energetica che si esegue con software commerciali o gratuiti, che vanno quindi aggiornati alle nuove norme UNI.
Il giorno successivo all’entrata in vigore delle due norme, il Comitato Termotecnico Italiano (CTI), l’organismo che certifica la conformità alle norme UNI TS 11300 dei software per la certificazione energetica, ha informato gli utenti di aver attivato la procedura di verifica di conformità alle norme UNI/TS 11300-1 e 2 del 2014, sospendendo quella relativa alla versione 2008.

Le software house stanno aggiornando i propri software per la certificazione energetica (molti sono già in vendita) e stanno procedendo all’acquisizione della conformità alle UNI/TS 11300-1 e 2 del 2014, che nel frattempo possono autocertificare.
Infatti, “nelle more del rilascio del certificato di conformità – spiega il CTI – i soggetti in possesso del protocollo della domanda possono avvalersi della facoltà di autodichiarazione di conformità, come previsto dal DPR 59/2009”.
Il CTI chiarisce inoltre che gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) redatti fino al 1° ottobre 2014con i software conformi alle norme UNI del 2008 sono validi per 10 anni.
Per quanto riguarda invece i software gratuiti, quello di riferimento è ilDOCET di Cnr ed Enea, nel cui sito ufficiale viene annunciato che, a seguito dell’entrata in vigore delle UNI/TS 11300 del 2 ottobre 2014 “siamo in attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Ministero dello Sviluppo economico. Ciò premesso, si consiglia di non redigere APE con il software DOCET“. Anche il DOCET, per poter essere ancora utilizzato, dovrà dunque essere aggiornato alle nuove norme.
Tornando alle UNI/TS 11300, l’altra questione da tener presente è che le nuove norme del 2014 sono, dal 2 ottobre scorso, il riferimento per quelle Regioni che richiamano le norme UNI/TS 11300 per i calcoli propedeutici alla certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione ed esistenti.

Il CTI informa che “è attesa, presumibilmenteentro l’anno 2014, la pubblicazione di uno o più decreti attuativi dellaLegge 90/2013” (di conversione del DL 63/2013 che ha recepito in Italia la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia) e che è quindi probabile che i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici siano “aggiornati nel breve termine”.
Come chiarito un anno fa dal Ministero dello Sviluppo Economico, fino all’emanazione delle nuove metodologie di calcolo, gli APE continueranno ad essere redatti, come gli attestati di certificazione energetica (ACE), secondo le modalità di calcolo di cui al DPR 59/2009.


 
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